Sotto la sabbia

Lingua: Italiano – Numero pagine: 162

Formato Cartaceo - Prezzo: 12,00 Euro

I DIRITTI D’AUTORE SARANNO DEVOLUTI ALL’AISM ASSOCIAZIONE SCLEROSI MULTIPLA
– Spese di spedizione incluse nel prezzo.
– Copia autografata dall’autore.

Formato Ebook - Prezzo: 4,99 Euro

I DIRITTI D’AUTORE SARANNO DEVOLUTI ALL’AISM ASSOCIAZIONE SCLEROSI MULTIPLA

Formato MP3 - Prezzo: 9,90 Euro

Audiolibro. CD Audio in formato MP3

Trama

Siamo tutti bravi a mettere in pratica la tecnica dello struzzo. Rimaniamo con la testa ben piantata nella sabbia, confidando nella speranza di eliminare tutti quei ricordi che non vorremmo mai vedere riemergere. Fabio sta per vendere la casa in cui è cresciuto ed ogni immagine diventa un sassolino nella scarpa impossibile da ignorare. Ogni capitolo è una folata di vento che scopre le immagini che compongono il suo passato e che spiegano il suo presente.

INCIPIT

Il sole è già una palla di fuoco quando parcheggio l’auto davanti ad una cartoleria con le saracinesche abbassate. Sul vetro un cartello rettangolare mi informa che il negozio è chiuso per ferie e che riaprirà alla fine di agosto. Dall’altra parte della strada si alza una struttura grigia, con immense vetrate, circondata da una recinzione metallica che ne delimita la proprietà. Non appena la sfioro con le dita, la mia mente disegna nell’aria una stanza stretta e lunga con due file di banchi e una gigantesca cattedra, dietro la quale sta seduta una donna con il viso magro e gli occhi indagatori, pronti a scorgere anche la minima paura nelle iridi dei ragazzi immobili davanti a lei. Mentre sta per pronunciare il nome della prossima vittima, il suono di un clacson mi fa sobbalzare e una cimosa immaginaria si solleva dalla lavagna, cancellando quell’immagine e riportandomi alla realtà.

Attraverso la strada con passo sostenuto e mi siedo nuovamente al posto di guida, controllando l’orologio sul cruscotto: le quindici e trenta. Mancano ancora tre ore. Metto in moto e guido per una decina di minuti fino a quando i miei occhi non scorgono un grande palazzo in mattoni rossi all’inizio di una strada senza uscita. Parcheggio tra un furgone e una station wagon con il parabrezza sporco di terra. Gran parte delle finestre sulla facciata anteriore hanno i rotolanti abbassati. Un uomo sulla sessantina, con un cappello di paglia calcato sulla testa e i pantaloni usurati sulle ginocchia, è intento ad annaffiare il giardino condominiale. Nel vedermi, stacca la mano destra dalla sistola e la alza in segno di saluto, poi torna a fissare il fazzoletto verde davanti a sé con un bel sorriso dipinto sulle labbra. Prima di arrivare alla cabina dell’ascensore, lancio un’occhiata furtiva alle targhette poste sulle cassette della posta e noto con piacere che il palazzo non ha accolto nessun nuovo inquilino dall’ultima volta che sono venuto.

Giunto al quinto piano, infilo la chiave nella serratura e la porta si apre su un piccolo ingresso dai muri bianchi. L’appartamento si anima della voce immaginaria di mia madre che urla a Vincenzo di abbassare lo stereo.

Procedo a piccoli passi lungo il corridoio popolato di mobili ricoperti con il cellophane, sbirciando nelle stanze.

Mi soffermo davanti alla mia camera, la chiave è ancora inserita nella toppa.

La stanza è avvolta nell’oscurità, con il letto rifatto e la libreria povera di letture. Il tappeto persiano comprato da mia madre è perfettamente arrotolato e spinto contro il muro. I comodini sono coperti da due dita di polvere. Le impronte sul cuscino sono state cancellate dal tempo. Il poster di Madonna è scomparso, lasciando libera la parete ammuffita sopra la testata del letto.

Apro le tende. Un raggio di sole entra nella camera e illumina una foto. È ritratta una bambina con i capelli biondi abbracciata ad una bambola di stoffa. È Elisa. Mia sorella. È venuta al mondo il venticinque aprile millenovecento settantotto mentre fuori il cielo si squarciava.

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Video

Booktrailer realizzato da Stefania Mwende Bergo

02 Dicembre 2006: Cerimonia di premiazione XXIV Premio Firenze

Presentazioni del Libro

Salotto degli Autori Emergenti - Teatro Trastevere

15 Dicembre 2016

Intervista a Radio GODOT

08 Novembre 2016

Libreria Chiari

18 Maggio 2006

Bar Papaqua

28 Aprile 2006

Premio Letterario Amarganta 2016

03 Dicembre 2016

Libreria Martelli

06 Ottobre 2006

Biblioteca Montelupo Fiorentino

16 Maggio 2006

Recensioni

Sotto la sabbia, il titolo, rappresenta la prima importante indicazione sulla natura dell’opera: “sotto la sabbia” si trova il passato di una famiglia, un tempo personale e collettivo con il quale il protagonista, Fabio, non può non fare i conti, soprattutto perché si trova in un momento decisivo della sua vita.

Fabio si trova nella casa di famiglia, luogo reale (Viale Canova n. 23) e luogo dell’anima, deciso a venderla al miglior offerente, ma sembra che la casa non possa lasciarlo andare prima che il passato, custodito in essa, non sia del tutto dissotterrato, svelato, attraversato ancora e ancora. Così, attraverso il sovrapporsi di diversi e molteplici piani temporali, la storia emerge lentamente nei brevi capitoli, dedicati ognuno a un personaggio della vita di Fabio. Il fratello più grande, “Vince, ragazzo ribelle e vitale, si rifiuta di seguire la strada scelta per lui dalla famiglia e viola le tacite regole del vivere: vuole diventare un dj e, senza freni, intreccia una relazione con la bella e triste zia Susanna, trascurata e “tradita” dallo zio Franco, a causa della sua sfrenata passione per la Fiorentina. Erika, la ragazza “dagli occhi verde smeraldo e dai lunghi capelli neri” incontrata da bambino a Lido di Camaiore in una vacanza estiva, appare attraverso gli occhi di Fabio come una figura sfuggente e sensuale, quasi irreale. Nonno Osvaldo, sopravvissuto alla seconda guerra mondiale e alla deportazione, ma non alla morte dell’amata moglie, trova nel nipote, Fabio, la possibilità dell’ascolto e, come se seguisse una terapia in grado di scongiurare la morte, racconta e sperimenta il potere della parola, ciò che solo la comunicazione può salvare, anche se per poco, dalloblio del tempo. Francesco e Paolo, gli amici d’infanzia e i compagni dei giochi più entusiasmanti – Subbuteo,’ il calcio, le prime competizioni – accompagnano Fabio nel suo percorso di crescita. La piccola Giulia Arzilli, l’audace bambina “bravissima in matematica” e pronta anche ai “giochi da maschio”, i primi baci con lei, i giochi, gli incontri: i ricordi emergono come da scatole cinesi, l’uno custodito nell’altro, in un ritmo incessante che all’improvviso rivela anche squarci di futuro fino a poco prima impensabili. Fabio, dopo il matrimonio con Giulia, si trova ora a una svolta.

La vita sembra, nel fluido narrare di Luca Masini, non avere pause, essere un difficoltoso percorso a ostacoli, una strada ricca di curve e soluzioni inaspettate che non può essere percorsa più di una volta, se non con la memoria. E la memoria, al contrario, crea altri percorsi, circolari, che vanno e tornano e disperatamente si accaniscono con la loro paradossale precisione contro ciò che la sabbia ricopre e fa scomparire.

Il romanzo di Luca Masini è un partecipato affresco famigliare dedicato al tempo e alla forza dei legami che ci vincolano anche a distanza o ci allontanano anche se vicini ogni giorno, una sorta di diario che ripercorre e ricostruisce il passato attraverso il presente e il presente attraverso il passato, nel quale un ruolo determinante hanno gli oggetti che evocano il ricordo e che si caricano di un valore particolare in rapporto all’evento o alla persona a cui sono associati. Il tempo viene scomposto e lentamente ricomposto in un nuovo scenario, quello finale, che in realtà non rappresenta in nessun modo una conclusione, ma l’immagine di trasformazioni ancora in atto: lo stesso gruppo di un tempo è di ritorno da una vacanza in Sardegna, ma Fabio ora siede accanto ad Erika, Paolo e Francesco stanno insieme, Elisa, la sorella più piccola, ha incontrato Alessio, Vincenzo ha realizzato il suo sogno e lavora in una radio.

Il romanzo, ambientato in Toscana dal 1978 ai giorni nostri, è da considerarsi al confine tra diversi generi – il romanzo di formazione, il diario, l’autobiografia, il romanzo “alla ricerca del tempo perduto” – e, attraverso i numerosi e improvvisi flashback, registra e rielabora molti riferimenti alla storia italiana degli ultimi trent’anni, dal sequestro di Aldo Moro alle vicende calcistiche di quel periodo.

Molti sono, inoltre, i temi toccati, allo scopo di mettere in discussione quel fastidioso ma imperante concetto di normalità, così diffuso nella maggior parte delle famiglie italiane: gli abusi (quello su Erika da parte del padre, dal quale nascerà Cristina), i tradimenti (quello di zia Susanna con il nipote Vincenzo), l’omosessualità (l’amore tra Paolo e Francesco). La scrittura di Luca Masini è animata ad ogni pagina dal bisogno intenso e necessario di guardare in faccia tutto quello che è stato, senza più rimandare o illudersi o fuggire.

Monica Venturini

Ognuno, secondo i propri gusti, predilige un tipo di lettura in particolare e ad esso fa riferimento quando è in cerca di un riparo confortevole. Io sono principalmente una lettrice di thriller, Arrivo alla fine di un libro per scoprire chi è l’assassino. Non c’è nulla di poetico in tutto questo, lo ammetto, ma è la curiosità che mi spinge ad andare avanti. La presenza di un mistero da risolvere. E qui non ci sono misteri, non c’è nessun cattivo da stanare. Però c’è tanta bellezza.
Sotto la sabbia, di Luca Masini, è un partecipato affresco familiare, un romanzo intimista scritto con una sensibilità che non esiterei a definire, femminile.
Fabio, il protagonista, ritorna nella casa di famiglia in Viale Canova, 23, per venderla. Tornare nei luoghi della sua infanzia lo costringerà a dissotterrare il passato, farlo riemergere dalla sabbia in cui il tempo e l’alternarsi delle vicende lo hanno costretto.
Così, attraverso il sovrapporsi di diversi e molteplici piani temporali, la storia emerge lentamente nei brevi capitoli, dedicati ognuno a un personaggio della vita del protagonista.
Sotto la sabbia è un libro dei ricordi, evocati con nostalgia ed affetto Ambientato in Toscana, dal 1978 ai giorni nostri, ripercorre la storia italiana attraverso gli occhi di un bambino che cresce e che coglie dettagli della storia del nostro paese che crescono insieme a lui. Così quando Fabio ci racconta del primo anno di vita della sorella Elisa ha solo otto anni. E i sonni della neonata che passa le notti a strillare tenendo tutti svegli, sono, per il bambino, brevi quanto una puntata di Ufo Robot. Anch’io sono cresciuta in quel periodo, ma ero una bambina e preferivo Candy Candy. Di Ufo Robot non so niente. Così sono andata a controllare su Internet e ho scoperto che le puntate “Del razzo missile con circuiti di mille valvole” duravano ciascuna 24 minuti. Brevi, effettivamente quanto il sonno di una neonata importuna.
Sotto la sabbia è un romanzo fatto di sentimenti. Nostalgia, solitudine, ingenuità e stanchezza per ciò che è stato e che non potrà mai più essere diverso. Ma c’è anche tanto amore. E poesia. Come quando Fabio entra nella cucina della sua infanzia e vede l’orologio che segna le quattro di un tempo lontano. Un tempo che è stato suo una volta ma che non gli apparterrà mai più.
Leggo le pagine dedicate al Natale, con un misto di nostalgia e partecipazione. E m’immagino la luce accesa in salotto, una luce calda che trattiene sotto di sé una famiglia che si vuole bene. Ci sono tutti, gli zii e il nonno. E si gioca a tombola e ci sono quelle con le schede difettose, quelle a cui manca la finestrella. E il pandoro che il nonno mangia senza lo zucchero sopra. Forse perché non gli piace lo zucchero a velo o forse perché deve tenere sottocontrollo la glicemia. Masini riesce a catturare le emozioni del lettore, tenendolo attaccato pagina dopo pagina, riuscendo a descrivere soavemente situazioni e personaggi nonostante la brevità della narrazione.
Insomma, si tratta di una lettura che avvolge come un abbraccio nei momenti di solitudine e se è vero che leggere può essere terapeutico, allora questo libro assolve garbatamente alla funzione.

Manuela Leonessa

Luca Masini ha il merito di scrivere una sorta di romanzo familiare in cui ogni componente ha il tempo di raccontare la sua vita, seppur brevemente, e di illustrare per intero il destino di un nucleo familiare che nel tempo si è allargato, è cambiato, in qualche occasione ha smarrito la sua strada. La voce narrante è quella di Fabio, cresciuto con un fratello maggiore Vincenzo, il ribelle della situazione, e con la piccola di casa, Elisa, la cui nascita sconvolge il ripetitivo ménage familiare. E’ il ritorno a casa di Fabio, in una casa vuota con i vecchi mobili coperti e i libri custoditi in una scatola, che i personaggi prendono voce e raccontano le loro scelte di vita, si incontrano e si allontanano per seguire altri percorsi. Il romanzo non ha un vero finale, mutevole di cambiamento come ogni famiglia in evoluzione, ma lascia la possibilità al lettore di immaginare i destini dei protagonisti. Un affresco familiare di straordinaria sincerità, non si sente l’esigenza di raccontare una famiglia eccezionale, di fingere una “norma” a cui tutti si sono adeguati, ma si aprono gli occhi sulle virtù e sulle oscurità di ognuno.

Giovanni Consoli

Sotto la sabbia di Luca Masini è un libro che mi ha lasciato sola.
162 Pagine divorate a grandi morsi, assaporate con delicatezza e immaginate durante la lettura…
Vincenzo, Francesco, Elisa, Fabio, Erika, Paolo, nonno Osvaldo, e i suoi inseparabili pantaloni scuri, Giulia, Grazia, la zia Susanna, così strana, lo zio Franco con il solo amore per la fiorentina, un padre burbero e severo: sono tutti i personaggi nati dalla penna di Luca Masini, autore emergente, classe 1971.
Un flash-back di ricordi, uno stile narrativo unico, La casa e Il ritorno rappresentano le due fasi del libro che si caratterizzeranno per dettagli, descrizioni e sentimenti puri. Poi ci sono le vacanze estive, quelle persone che conosci durante l’estate e che ti porterai per tutto resto della vita…
Un libro da leggere, rileggere e sottolineare: stile, trama e penna meritano 5 stelle su 5.
Leggi l’intervista: http://ilblogdieleonoramarsella.it/sotto-la-sabbia-di-luca-masini/

Eleonora Marsella

Questa breve storia è la storia di Fabio, un uomo adulto in viaggio per tornare a far visita alla casa dove ha passato la sua infanzia e la sua adolescenza, prima che questa venga venduta. Fabio ha appuntamento con una persona, di cui inizialmente il lettore non conosce l’identità, e siccome è ancora presto decide di tornare nuovamente in quella casa per rivedere i luoghi a lui cari.
Una volta dentro comincia a vagare per le stanze, rivedere i luoghi della sua crescita, quelli che l’hanno reso quello che è adesso, risente le voci di quando sua madre chiamava lui e suo fratello per andare a cena, rivive situazioni familiari che erano sopite all’interno della sua memoria e che aspettavano quel piccolo tour per tornare in superficie.
In quei posti, rivedendo oggetti e mobili che gli sono appartenuti, prendendo nuovamente in mano antiche fotografie che lo ritraggono assieme a Vincenzo o agli amici con cui giocava, scaturiscono i ricordi che danno vita ai capitoli, dedicati ognuno a momenti differenti della sua vita.
Lo stile dell’autore è narrativa allo stato puro, le pagine del libro scorrono trasportando il lettore a spasso nel tempo, fornendogli dettagli della vita di Fabio e della sua famiglia, affrontando le varie tematiche in maniera differente a seconda dell’età del protagonista. Se inizialmente ciò che leggiamo ha contorni un po’ più sfumati perché Fabio ha otto anni ed è impegnato a giocare a Subbuteo con gli amici di sempre, nella seconda parte del libro lo vediamo fare ragionamenti arguti, chiedersi che cosa farà da grande, affrontare la sua prima situazione sentimentale, e gestire il distacco con la parte infantile del suo Io.
Le parole utilizzate non risultano mai di troppo, sono essenziali, quasi mai descrittive, ma usate in modo da portare sempre avanti la narrazione in modo deciso. Non vi sono parole difficili, tutto quello che viene detto viene fatto nella maniera più semplice possibile, come quando leggiamo Calvino.
Le tematiche sono quelle legate all’ambito familiare e a quello delle prime esperienze. Numerosi sono i ricordi legati alla famiglia e ai suoi componenti, a come essa abbia affrontato la crescita e il distacco di Fabio e Vincenzo, a come si intuisca che non sempre le cose sono andate come tutti speravano, a come i rapporti tra i genitori di Fabio e il nonno Osvaldo si siano fatti più freddi, a come l’amica Erika abbia dovuto affrontare una vita difficile con il padre che le ha sempre imposto il suo modo di vivere.

Il mio giudizio: Quando iniziamo a leggere un libro di questo tipo dobbiamo essere pronti a quello che possiamo trovarci di fronte, ma allo stesso tempo lasciarsi trasportare dalle sue atmosfere e dai suoi accadimenti. Molte sono le cose che vengono narrate in Sotto la sabbia e molti sono i pareri dei possibili lettori, ho trovato molto interessante l’utilizzo di luoghi e oggetti per dare liberà alla memoria, quasi fossero oggetti di scena in attesa di essere portati nuovamente sul palco della vita.
Attraverso di essi viviamo la vita di Fabio e con lui ripercorriamo ciò che ha fatto e quello che ha passato, non tutti gli argomenti trattati vengono però narrati con la stessa intensità o la stessa serietà, questo un po’ mi è dispiaciuto. Ci sono stati poi momenti in cui avrei voluto una narrazione più lunga e più descrittiva, in modo da scendere un po’ più in profondità e assaporare in maniera diversa la situazione che avevo di fronte. Le immagini evocate, appunto, hanno la durata e la consistenza di un sogno, un ricordo, proprio come se fosse il lettore e non Fabio, a ri-vivere quella storia.
Velocità e immediatezza come scelta dell’autore per far sì che tutto inizi e finisca come un cerino che brucia.
Breve, intenso e luminoso.

Francesco Balestri

La presentazione che Amazon fa del libro dice già molto. Non è un semplice riassunto. E io non posso che concordare. Sotto la sabbia è un racconto che si svolge su diversi piani temporali per coprire tutta la vita del protagonista da quando, a otto anni, gli nasce una sorellina, Elisa, fino a quando sono tutti ormai adulti. È un romanzo del ricordo: Fabio, il protagonista, la voce narrante, si trova ad un momento preciso della propria vita e i ricordi sgorgano prepotenti e inevitabili. I personaggi della storia sono tanti, familiari e amici di Fabio: Vincenzo ed Elisa, Francesco e Paolo, Giulia ed Erika – splendido personaggio, quello di Erika – nonno Osvaldo, dolcissimo nei suoi ricordi di guerra, della moglie scomparsa, con i suoi inseparabili pantaloni di velluto verde. E ancora Grazia, la dirimpettaia che raccoglie le confidenze delle sue riflessioni, zia Susanna, così strana, zio Franco, grande tifoso della Fiorentina e, naturalmente, i genitori di Fabio.
Pennellate decise e sicure quelle di Masini. Le prime pagine mi hanno fatta precipitare insieme a lui negli anni della mia infanzia, negli anni Settanta. Mi ci sono sentita dentro, le sensazioni che racconta sono le mie! La tovaglia di Natale, il pranzo con l’immancabile panettone e la tombola a seguire: mancano anche alcune finestrelle.
Poi ci sono il mare e le spiagge di quegli anni, e le lasagne al forno e l’arista al forno con le patate della madre hanno un vero profumo. Ricordo perfino dove ero e cosa facevo nei giorni del rapimento di Aldo Moro. E mi sono commossa davanti al gesto di nonno Osvaldo che gli mette in mano i soldi e gli dice semplicemente: “Compraci quello che vuoi”. Quel nonno che si lascia andare ai racconti di guerra, che non riesce ad abbandonare i suoi pantaloni che rappresentano un ricordo della sua amata, che mangia il panettone togliendo lo zucchero sopra.

I miei amici, come quelli di Fabio, giocavano sulla spiaggia con le stesse palline dei ciclisti che lui metteva sotto la sabbia, e mio fratello giocava con il Subbuteo e cantava Ufo Robot.
Il racconto è preciso, puntuale, vintage, scritto con molta sensibilità, trapela la nostalgia, e tratti di poesia fanno capolino di tanto in tanto. I ricordi del passato si mescolano al presente, in un’onda che passa e scorre fluida.
Ma non poteva rimanere solo la dolcezza e la bellezza delle prime pagine: il racconto sarebbe stato incompleto. Fin dalle prime pagine mi sono chiesta cosa stava per essere raccontato: mancava qualcosa. Qualcosa che non doveva accadere, qualcosa che i bambini non potevano e non dovevano sapere, qualche tabù che non si poteva infrangere: cosa nasconde Erika? E i due amici, Paolo e Francesco: «Ti vergogni di avere un amico…» gli chiede Francesco. Per non parlare di un certo bacio rubato tra… no, preferisco lasciare scoprire e commentare al lettore.
Davvero costruito bene: con le rivelazioni del finale, tutti i fili si raggruppano. Solo a quel punto la casa di Viale Canova n°23 potrà essere venduta.
Genere: che dire? È un po’ romanzo di formazione, un po’ diario, autobiografia, romanzo “alla ricerca del tempo perduto”. Data la precisione del racconto, infatti, si ripercorre una parte della storia italiana degli ultimi trent’anni: mi riferisco in particolare alle vicende di Aldo Moro e alle vicende legate al mondo del calcio, ma anche della storia del costume e della società di quei decenni. La bimba di uno zio tifoso della Fiorentina verrà chiamata addirittura Viola.
Lo stile narrativo è apparentemente semplice, diretto. La costruzione temporale precisa e impeccabile. Descrizioni a volte brevi ma incisive.
Visualizza la pagina web: http://sogninelcalamaio.blogspot.it/2016/11/sotto-la-sabbia-recensione.html

Paola Casadei

Sotto la sabbia è un romanzo di formazione ma soprattutto di ricordi e di memoria. Una storia che parte da vicende assolutamente personali e che diventa la storia di tutti.
Fabio, il protagonista, torna nella sua casa d’infanzia perché deve venderla e dal momento in cui mette piede in quell’appartamento, comincia il flusso dei ricordi che coincide con quello della coscienza. Un po’ come affermava Marcel Proust con la sua madeleine, solo che in questo caso non è il dolce ad innescare il mondo dei ricordi intimi del nostro eroe ma è la malinconia e la nostalgia intense ed inafferrabili racchiuse in quella casa che evidentemente ha ancora un cuore. Un cuore forte e pulsante che ricomincia a battere proprio quando Fabio torna a viverci, anche se solo per pochi attimi.

Nei suoi ricordi, alcuni presenti altri più fuggevoli, emerge subito la presenza del fratello più grande e un po’ ribelle di nome Vincenzo e la nascita della sorellina Elisa, che mette in crisi l’equilibrio familiare con i suoi pianti notturni e la sua insistente presenza.
Continua la lettura qui: http://amicadeilibri.blogspot.it/2016/11/sotto-la-sabbia-di-luca-masini.html

Antonietta Mirra

Carissimi, quello che vi racconto oggi è un libro particolare, o almeno per me lo è stato. Un libro che narra di una storia del passato, anzi, di varie storie del passato. Il passato di Fabio, quasi come un viaggio nella sua vita, un passato quasi sepolto nei meandri della mente, nella sabbia dei ricordi. Proprio come da bambini nascondiamo i giocattoli, gli oggetti sotto la sabbia. Un nascondiglio precario destinato a riaffiorare pian piano.

Una storia, quella di Fabio, che parte da una decisione importante, il vendere la casa di famiglia, nella quale sono sepolti i ricordi d’infanzia, i primi amori e i primi segreti. I ricordi della sua storia. È proprio nel momento in cui mette piede nella vecchia casa che tutto ha inizio, e come una ventata di aria calda che ci avvolge, così comincia il suo e il nostro viaggio indietro nel tempo e nei sentimenti.

Il viaggio nei ricordi di Fabio, anzi del piccolo Fabio, parla della vita quotidiana di un ragazzino, un vita che si intreccia con altre vite, un intreccio che fa riflettere e lascia un po’ di malinconia. Una malinconia tipica di quando si ritorna in un posto dimenticato, o forse solo riposto con cura da una parte, in un angolino.

Le storie raccontate dalla voce narrante del protagonista, mostrano vari personaggi, ognuno dei quali con una caratteristica particolare, c’è il nonno Osvaldo, con l’anima malinconica, ancora legato dall’amore per la moglie ormai scomparsa, tanto da non cambiarsi un paio di pantaloni da lei regalati anni addietro. Un vestiario che ricorda l’amore o semplicemente la presenza dell’amata. In lui vi è la sofferenza della nostalgia. Erika, uno dei personaggi chiave, una sorta di filo rosso in tutta la storia narrata da Fabio. Una ragazza semplice, una ragazza estremamente forte, una forza che solo il dolore può nutrire. Poi c’è Francesco, l’amico di sempre, l’amico che ti accompagna per tutta la vita ma nonostante il rapporto profondo, non tutto può essere raccontato. Paolo, l’amico rompiscatole e brontolone, un personaggio con una corazza ben costruita, il tipico duro ma per finta, la debolezza non deve essere mai mostrata. Infine c’è Susanna, la zia. Una giovane donna in tipica crisi dei trent’anni e matrimoniale, una crisi dovuta dal dolore del sentirsi sola, della mancanza di quel complimento tanto piccolo quanto necessario. La sua è una solitudine urlata.
E per ultimo, ma in realtà è il primo, Fabio. Fabio… Un personaggio complesso e malinconico, di cui ne possiamo scorgere varie sfaccettature. È IL personaggio della narrazione, il legame che unisce tutti i ricordi narrati, il filo conduttore della sua storia. Una storia che probabilmente è solo all’inizio…

Luca Masini racconta le vicende utilizzando la prima persona, la voce narrante è infatti quella di Fabio. Un tipo di narrazione particolare, perché non è presente un flusso di coscienza tipico dei romanzi con autore autodiegetico, ma lo si può considerare quasi come un racconto autobiografico, dove ciò che è importante sono gli eventi raccontati nella vita del protagonista.

I personaggi sono ben strutturati, a ognuno di loro è dedicato un capitolo, il tutto per sottolinearne l’importanza. Se inizialmente particolari atteggiamenti non sono ben comprensibili, solo continuando la lettura il significato si dispiega al lettore. Tutti i tasselli pian piano, saranno uniti.

Tuttavia, perché inizialmente ho scritto della particolarità del libro? Vorrei parlarvi, ora, del mio punto di vista… La Cortigiana d’Inchiostro era presente? È proprio questo il punto. Inizialmente sì, Luca Masini ha una capacità di scrittura che attira il lettore immediatamente, la narrazione è fluida e la storia in sé viene “divorata” dal lettore. Tuttavia, una volta finito ho avuto delle perplessità… Neanche io riesco a capirne bene il motivo, è un libro che mi ha fatto pensare e ho dovuto rifletterci, ragionare sugli intrecci e sulle storie raccontate. Ecco perché l’ho considerato particolare, ho dovuto elaborarlo e apprezzarlo pian piano. È una storia, quella di Fabio, che penetra col tempo.

La Cortigiana d'Inchiostro