Incontri

Racconto inserito nell'antologia "Preghiera di un uomo che cade dalle nuvole" - 2017 Sensoinverso Edizioni

INCIPIT

Il cielo è sereno e non c’è nemmeno una nuvola in vista. Mi lego la sciarpa intorno al collo e seguo mia madre avvicinarsi al pannello elettronico delle partenze. Poco più indietro c’è mia sorella. Ci fermiamo dietro nostra madre che ha gli occhi incollati su quel rettangolo nero luminoso. Lo osserva per qualche istante, poi si volta verso di noi e dice: “Binario nove”.
Il treno è lunghissimo, le carrozze si susseguono una dietro l’altra.
Saliamo e percorriamo il corridoio alla ricerca dei posti. Due sono vicino al finestrino. Mia madre decide di occupare quello vicino al corridoio centrale. Essendo il quarto posto ancora libero, mia sorella non ha bisogno di far alzare nessuno per sedersi.
Partiamo puntuali. Mia madre appoggia il cellulare sul tavolino e chiude gli occhi. Ne ha bisogno. Penso che stanotte abbia dormito poche ore. Sicuramente dopo la telefonata di mia nonna non si è più riaddormentata. Durante la notte mi sono svegliato per andare in bagno. L’ho trovata seduta su una poltrona. Aveva gli occhi lucidi e tra le mani stringeva una foto di mio padre. Prima che potessi dire qualcosa, lei ha tuonato: “Tuo padre è morto”. Ha lasciato cadere la frase nel vuoto, studiando la mia reazione alle sue parole. Non ho risposto niente. Sono rimasto immobile davanti a lei. Per essere sicura che avessi capito, me l’ha ripetuto un’altra volta. La sua voce era incrinata. Le rughe intorno agli occhi si erano fatte improvvisamente più nette. La sua mano si era chiusa a pugno, nascondendo la mia. L’ha stretta con decisione. Prima che un’altra parola potesse uscire dalla sua bocca, le ho chiesto quando fosse successo. “Poche ore fa” ha risposto, lasciandomi libera la mano. Poi ha aggiunto: “Un incidente d’auto”. Si è messa a piangere. Quel pianto si è protratto per diversi minuti, poi vedendo che la fissavo, è riuscita a smettere. Mi ha chiesto di controllare su Internet gli orari dei treni per Rovigo. Saranno state le tre di notte quando ho riacceso il computer e ho iniziato a navigare. Su suo suggerimento, ho prenotato tre posti sul Freccia Argento delle dieci e un quarto.

[CONTINUA …]